Testo e fotografia Vincenzo Battista.

Il lago di Provvidenza, il suo mistero coperto dalle acque. Dentro la forra, prima che venisse inondata dal bacino artificiale, le cavita naturali scavate dalla pioggia e dal vento nella pietra arenaria. Le grotte: luogo di ricovero per l’attraversamento dei mulattieri nella valle del Vomano e passaggio dei briganti in età post – unitaria. In una di queste grotte, si racconta, è nascosta una cassa in legno che contiene preziosi amuleti, marenghi d’oro, collane di perla e anelli con diamanti sottratti ai nobili aquilani della città di Aquila e ai ricchi latifondisti del contado. La cassa è ancora lì, e solo al tramonto, l’ultimo fascio di luce che illumina d’estate il lago di Provvidenza prima che scompaia, e bisogna seguirlo attentamente con gli occhi, per conoscere il punto esatto illuminato della grotta misteriosa coperta dalla ferme acque del lago.