Testo e fotografia Vincenzo Battista.
La risorsa economica e territoriale dall’Adriatico al Tirreno, dal Po agli Appennini, cioè il potere finanziario, e la rete relazionale delle alleanze e parentele, sono il mix dello “Stato Estense”, il Ducato, che diviene città, castello, centro culturale e forza d’urto militare a partire dall’anno Mille fino all’Unità d’Italia. Una secolare vicenda, quindi, nella storia italiana ed europea. La famiglia degli Este, le personalità che hanno influenzato il contesto storico, i mecenati del polo culturale della Corte, e poi aristocratici, politici con le committenze agli artisti e letterati in quasi 500 anni di dominio incontrastato. Con Niccolò II d’Este, tra il 1361, quando era marchese di Ferrara, ha inizio la costruzione del castello. Le torri di guardia sono posizionate ai lati del quadrilatero e collegano, con i camminamenti, le quinte difensive innalzate che fanno da cortina all’imponente complesso militare di difesa. Le merlature sporgenti con i beccatelli, i quattro ponti levatoi posizionati sulle quattro entrate che davano accesso al cortile, armavano a protezione il corpo di fabbrica del castello degli Estensi. Al di sotto dell’accesso della porta dei Leoni, il carcere. Al piano terra del cortile, armerie, officine artigianali per la manutenzione del castello, magazzini e scuderie. Al primo piano, gli alloggi della servitù e dei militi, e le residenze nobili degli Estensi. I sotterranei, oltre ai magazzini, attraverso i canali d’acqua, erano utilizzati per le imbarcazioni con le banchine di approdo. Dai sotterranei si usciva nel fossato colmo d’acqua, che ancora oggi circonda il castello, in direzione del fiume di Ferrara, il Po. Il canale delle mura settentrionali, oggi disperso, mirava in direzione dell’attuale Corso Giovecca e viale Cavour.




















































































