La scultura in marmo bianco, 340 x 370, Teseo sconfigge il centauro, 1804 – 1819 da Antonio Canova, la grande scala, Kunsthistorisches Museum, Vienna, Austria.
Lo scalone principale nei musei di Vienna si trova nel Kunsthistorisches Museum (Museo di Storia dell’Arte). Progettato in stile neorinascimentale, presenta curve ampie, soffitti affrescati e decorazioni in stucco. Ospita l’imponente scultura Teseo che uccide il centauro di Antonio Canova.
La grande scalinata centrale, con le pareti e la cupola affrescate da Gustav Klimt e altri artisti.
Testo e fotografia Vincenzo Battista.
Costruita su un’ideale piramide geometrica che tiene insieme il tutto dal punto di vista della composizione spaziale neoclassica, il blocco della scultura di Canova esercita un’azione di ferocia e disprezzo verso lo sconfitto: il Centauro. Teseo non ha pietà, lo si vede dal suo volto feroce pronto a eseguire il gesto, che arriverà, della clava sul corpo dello stesso centauro. Il ginocchio di Teseo irrompe nell’addome del soccombente, lo comprime, e sembra tenerlo a bada con il piede piegato nel punto di appoggio baricentrico, mentre l’altra gamba si distende per equilibrare il braccio destro e il colpo che sta librando. Tutto è ancora sospeso, tutto è ancora da definire come se si trattasse del fotogramma di un film nella sua ultima scena. Il braccio sinistro di Teseo, muscolare, e la sua mano, cinge alla gola il Centauro, ormai soccombente, che con quell’ultimo gesto cerca di afferrare il braccio di Teseo – da cui il suo mantello dimostra che si è liberato nella lotta -, prima della sua imminente fine. La nudità di Teseo è classica, ellenistica, con una foglia di fico che copre le parti intime dell’eroe, e con l’elmo da battaglia restituisce solennità, epica eroica. La sua postura è solenne, impetuosa, da guerriero figlio del re d’Atene Egeo e di Etra, figlia del re di Trezene, nella lotta contro i centauri. Mentre i muscoli del centauro si contraggono nell’anatomia e si evidenziano, quelli di Teseo, tutto sommato, restano tali e sembrano non soffrire ulteriore sforzo plastico. Il gruppo scultoreo fu commissionato dalla Repubblica Italiana per onorare Napoleone a Milano, e dedicargli l’opera. Successivamente fu acquisita da Francesco I, e passò all’Austria.































