Testo e fotografia Vincenzo Battista.

Santa Rosalia ( Palermo, 1130 – Palermo, 1170), nobile siciliana vissuta nel XII Palermo secolo e venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Patrona di Palermo. Le sue reliquie sono conservate presso la Cattedrale.

Il ritrovamento delle reliquie di Santa Rosalia risale al 1624 nella grotta oggi devozionale di Monte Pellegrino che sovrasta Palermo. L’epidemia di peste che investì la città di Palermo, l’anno successivo, secondo la narrazione popolare, appunto nel 1625, la santa con la sua intercessione salvò la città dal contagio e ne divenne la patrona. I resti rinvenuti del corpo furono portati in processione per scongiurare appunto il dilagare della peste. Eremita, Santa Rosalia con i suoi attributi: il bastone ( il viaggio, l’attraversamento del paesaggio, il procedere in solitudine), la conchiglia ( rappresenta il pellegrinaggio e a vita eremitica che si chiude nei confronti della società partecipata), il teschio poggiato sul Vangelo ( Momento Mori, la caducità della vita, le Sacre Scritture sopravvivono sempre all’umanità, la vita eterna e della salvezza in Cristo simboleggiata dal Vangelo e dalla Risurrezione), e il suo indumento saio francescano (abito umile e grezzo, di lana scura, simboleggia la povertà estrema, essere vicino agli ultimi della società, e l’umilta e la penitenza ). E’ santa dei poveri e dei diseredati della citta di Palermo, icona di un imponente partecipazione religiosa, di pellegrinaggi per le sue virtù e santità miracolose ascetiche. Emigrati, naviganti e viaggiatori hanno avuto, nel corso dei secoli, per il Monte Pellegrino e il culto di Santa Rosalia una rilevante devozione che plasticamente si manifesta negli ex voto e nelle donazioni alla santa appunto nella cavità ascetica in cui visse di Monte Pellegrino. Santa Rosalia è invocata dai palermitani come simbolo di liberazione da mali sociali della mafia.

“O gran santa Rusulia
Preja a Cristu e a Maria,
Pi natri piccatuti;
Misericordia Signuri;
Pi li me peccati, Misericordia e pietati,
Prijati Patreternu
Ci nni libira di lu ‘nfernu;
Prijati o vostru spusu,
Ca Palermu è tuttu cunfusu;
P’ ‘a vostra verginitati
Libbirati sta citati.
Viva Santa Rusulia”.
( Tradizione popolare cantata durante il pellegrinaggio da Palermo fino alla grotta di Santa Rosalia nel Monte Pellegrino).