Testo e fotografia Vincenzo Battista.
Interpreti del superamento del Manierismo e della nuova stagione Barocca, strumento di propaganda della Chiesa (in risposta alla Controriforma), i fratelli Carracci, Agostino, Annibale e Ludovico, loro cugino, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, crearono una vera e propria scuola figurativa chiamata Accademia dei Desiderosi (poi degli Incamminati). Formazione pittorica, ma non solo, bensì anche studio della cultura scientifica e letteraria, indispensabile soprattutto per entrare nel mondo dei classici e poter dipingere il chiaroscuro, il dinamismo dei corpi in movimento, il dramma dei poemi epici e l’emotività dei personaggi nello scenario della natura. Insomma, la teatralità delle scene, intrise di pathos, doveva stupire, essere audace anche nelle nudità, coinvolgere lo spettatore davanti alle opere e creare anche effetti visivi illusionistici. Il Barocco e i Carracci, protagonisti nel centro di irradiazione della loro Bologna, destinato a influenzare, con il naturalismo delle loro pitture, il dinamismo dei corpi dipinti, classici ed epici che si dimenano in uno spazio, appunto barocco nella sua più pura accezione, generazioni di pittori in Italia e in Europa.





















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