Il Chiarino e l’acqua che scorre deposito di memorie… Emilio Ciammetti.
Testo e fotografia Vincenzo Battista.
La memoria dell’acqua del Chiarino, la presunta proprietà di mantenere il ricordo con cui l’acqua viene in contatto: prova scientifica e fenomenologia empirica della natura che cristallizza le emozioni, proviamo a pensare, e non sappiamo quando le restituisce, ma da qualche parte pur vivranno… Ma l’acqua del Chiarino è irripetibile, sembra distante, carpisce e scivola infine in un mondo avvolto dal mistero, ma è lì, sembra guardarci…. Le sue molecole e il principio attivo, e non lo sapremo mai, come in una fiaba, hanno osservato i capannelli di persone riunite intorno al mulino Cappelli del Chiarino parlare e raccontare Emilio Ciammetti come lui avrebbe voluto. Il 9 luglio “l’incontro” delle persone venute per “avvicinarlo” al Chiarino, allungare le mani quasi per toccarlo… e ricordarlo. Mangiare il cibo che la sua famiglia ha portato come lui avrebbe voluto, dentro quella brezza a tratti fresca dentro i faggi secolari tagliati a rasoiate dalla luce come lui avrebbe voluto, sorridere di quel volto da bambino disincantato come lui avrebbevoluto, quando batteva le mani e diceva: “Andiamo”, per salvare, con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, qualcuno, che si era infilato in un tracciato del Gran Sasso senza via di ritorno. E quandoquell’acqua inizierà a parlare, la leggenda si metterà in cammino,stipata proprio qui, ci parlerà della memoria di una piccola comunità che si è riunita per non disperdere nulla di una persona buona…


























Articoli per il quotidiano IL CENTRO




Il Passaggio nell'Arcolaio, Storie













