Testo e fotografia Vincenzo Battista.

Santa Maria Maddalena dipinta “a fresco”.

Santa Maria Maddalena (datazione incerta) affresco, cm 190 x105.

Arezzo, il Duomo.

Testo e fotografia Vincenzo Battista.

È Vasari che esalta il valore dell’opera nell’affresco, quasi coperto e defilato dal cenotafio sontuoso a lato della porta della sacrestia del Duomo di Arezzo. L’opera. La Maddalena, nella nicchia dipinta neoplatonica e rinascimentale con toni bianchi sfumati canditi e coreografici, dai capelli lunghi sciolti che scendono sulle spalle in maniera spiccata e visivamente impattante, aggettanti quasi fossero un messaggio subliminale. Lo sguardo sembra nascondere emozioni, geometrico in un viso ovoidale, di un Piero della Francesca alla ricerca della perfezione tonale. La donna regge in mano gli unguenti per il corpo di Cristo. Descritta la Maddalena nell’ antichità con il corpo di un seducente aspetto, dai modi gentili e accattivante, divenuta santa (vedi l’aureola da cui è caduto l’oro della doratura). Si appresta con passo sontuoso ad intercedere nella sua tridimensionalità e dinamica spaziale, dal fiero movimento del braccio destro che trattiene il manto rosso prezioso. Soffice e chiaroscurale il viso, modulato nei toni chiaroscurali che vogliono così divinizzarla come una dea greca. Il volume eccentrico, poderoso della figura che rivolge lo sguardo al suolo con gli occhi bassi a cercare l’osservatore che ai suoi piedi la contempla. Il corpo ruota lentamente nel progredire dell’andatura in antitesi al volto e alla testa: due visioni fisiche del corpo, due dinamiche che geometrizzano il volume comunicativo del linguaggio pittorico molto vicino alla scultura ellenistica. Maddalena è possente, sembra levigata, non convenzionale, assorta in un’altra dimensione. Le mani infine, ravvicinate nella loro azione ma autonoma, formano un’ellisse geometrica tra il candore del bianco scoperto della veste e il rosso (il verso dell’indumento) che con grande naturalezza mostrano le pieghettature della luce morbida e delicata, dalla primitiva chiarezza che non concede appello. La luce di Piero della Francesca indaga la “luce” nella veste verde di Maddalena resa divinità in quello sguardo indecifrabile ed enigmatico, spaziale, di assoluto rigore, distante dal mondo terreno.

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