Festa della mietitura, domani 2 agosto alle 10.00. San Demetrio nè Vestini,
località Tavizzano.
Ho invitato il Prof. Vincenzo Battista perché nei suoi scritti e fotografie ho trovato un filo conduttore con l’evento di domani : la poesia, il racconto, attraverso la fiaba, del nostro passato che deve essere trasmesso alle nuove generazioni.
Non l’ho mai visto di persona e domani lo conoscerò. Sono sicura che sarà come ritrovare un amico dopo tanti anni! Tina Cardabello, San Demetrio ne’ Vestini.
Conversazione con il prof. Vincenzo Battista, scrittore e giornalista.
Il paesaggio dei beni culturali : dal grano alla fiaba.
Anticipazione conversazione.
Ma la storia del grano, oltre le fiabe, racconta i primati e il potere, racconta le conquiste. I contadini allora, coloni sottomessi ai proprietari dei campi di grano, appendevano dietro la porta dell’abitazione degli stessi, un mazzetto di sette spighe di grano, raccolte in sette campi diversi con lo stelo intrecciato. L’intreccio era preparato prima del sorgere del sole, unendo le spighe di grano in una forma taumaturgica – apotropaica. Una tradizione forse per loro contadini, ma soprattutto una forma di ossequio, che aveva il fine di assicurare al padrone dei campi, come se non bastasse, un buon raccolto e a tutta la sua famiglia prosperità e salute. Il primato e il potere. Il passaggio dagli antichi grani alle moderne varietà ebbe inizio negli anni Venti con le moderne tecniche di selezione, intese a trovare un tipo di grano con una maggiore resa. Il fautore fu il Senatore Cappelli e i suoi agronomi, che riuscirono in una resa di 18 quintali per ettaro, così il grano dominava i campi, inizialmente sperimentali nella campagne di San Demetrio, poi nel sud Italia, con il suo metro e settanta di altezza e le sue spighe scure. Ma le spighe alte tendevano a sdraiarsi, con vento e pioggia. Tanto che la mietitura divenne sempre più difficile, con le macchine, ma non certo la quantità di grano ricavata, un vero miracolo economico senza precedenti per la memoria di queste terre di San Demetrio, sì la memoria, ma che sappia raccontare, senza commetter il peccato di voltare le spalle al tempo…










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