Testo e fotografia Vincenzo Battista.

La Cappella Palatina, realizzata per volere di Ruggero II d’Altavilla nel Palazzo Reale di Palermo, è frutto di una ristretta cerchia di maestranze colte, in un’unicità esemplare e preziosa, con allestimenti artigianali artistici irripetibili. I mosaici dorati e i soffitti di scuola araba sono espressioni della cultura appunto arabo-normanna. Il pragmatismo del re e dei suoi dignitari riunì in una scuola cosmopolita ebrei, cristiani e arabi, non solo nell’esercizio della fede, ma soprattutto nelle capacità artigianali.

Musulmani ed ebrei, in una corte dedita alle lavorazioni preziose ed uniche, diverse anime si scambiavano informazioni e capacità nella realizzazione della Cappella Palatina. Arte e artigianato colto nelle piccole absidi semicilindriche, con influenze bizantine e islamiche: ogni superficie disponibile è decorata nelle cupole, nelle volte, dentro gli archi e nel soffitto. Tutto l’ambiente è ricoperto di mosaici dorati. I capitelli, mutuati da quelli greci e romani, presentano decorazioni bizantine nelle tre navate. Il soffitto in legno dipinto, realizzato da artisti egiziani in una struttura a nicchie sfaccettate, è pura arte islamica. Il soffitto è segmentato a cassettoni stellati, intervallati da stalattiti in una struttura generale a incastro con nicchie sfaccettate, e scene fantastiche e di vita di corte.