Testo e fotografia Vincenzo Battista.
La religione romana, la richiesta di aiuto e la sessualità, ma non solo. Promuoverla, tutelarla poiché coincideva con la prosperità dell’intero Stato. Ci si rivolgeva ai santuari non solo per presentare gli organi genitali o quelli interni in argilla cotta, ma anche patologie del corpo per migliorare la propria vita erotica, la salute e la capacità riproduttiva che necessitavano di una “visualizzazione” plastica per essere accertati. Gli individui e le loro pratiche diffuse verso la prostituzione nell’antica Roma comunque legale, pubblica e diffusa che aumentava la richiesta – attraverso i manufatti in argilla depositati nel tempio – di poter aspirare alla improbabile guarigione. Salute, riproduttività, pratiche religiose, e se non erano sufficienti la magia.































