Testo e fotografia Vincenzo Battista.
Nella rappresentazione, Maria sembra avviare un sorriso ma molto contenuto poiché guarda il Bambino che gioca sì, sorridente e divertito con i suoi riccioli biondi. Gesù è sostenuto su un fianco aiutato dal gesto del braccio sinistro della Madonna che lo mantiene. Maria con l’abbigliamento tradizionale, l’abito color blu (simbolo di pace e tranquillità) simboleggia la divinità che riveste l’umanità del suo grembo, al di sotto il vestito colore rosso (il sacrificio, l’amore divino e il martirio) rappresenta la stessa umanità della Vergine. Un’immagine iconica ricorrente dal Trecento e oltre il Rinascimento, che evidenzia la protezione e la misericordia divina. Ma torniamo al gioco. Gesù con il braccio sinistro tira verso di sé la kefiah, Indossata sia da cristiani che da musulmani palestinesi (spesso chiamata anche sciarpa palestinese, è un copricapo tradizionale mediorientale, con il modello rosso-bianco e nero-bianco). Gesù quindi si fa leva con la gamba destra posta a contatto con il ventre della Madonna e forza, per portaglielo via, vuole sfilare la kefiah dalla testa di sua madre. La kefiah il copricapo tradizionale, centrale nel gioco, e nell’opera d’arte, è quasi un inedito con la raffigurazione di un rapporto di maternità poco conosciuto con tali modalità. Ma oggi, la Kefiah, delle madri palestinesi è divenuto, viceversa, un drammatico indumento, una sorta di contatore delle morti dei bambini: bombardamenti, denutrizione e ridotti alla fame. Un eccidio. L’Unicef Italia stima in oltre 50.000 bambini uccisi o feriti oltre alle migliaia di dispersi e mutilati che vagano senza una meta a Gaza. La kefiah, dal forte significato simbolico, dall’identità nazionale palestinese, va ben oltre il copricapo tradizionale delle donne che vivono il genocidio, quelle madri le abbiamo visto utilizzarlo per avvolgere i neonati morti di stenti, coprire il capo ai bambini dal sole, dalla polvere, quasi a volerli proteggere invano, madri senza più lacrime: Amnesty International, “Atti commessi nella Striscia di Gaza con l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale”. Medici senza Frontiere: “Ribadiamo il nostro appello all’UE affinché agisca concretamente. Ogni Stato ha la responsabilità morale e giuridica di riconoscere e fermare le atrocità in corso a Gaza”, e poi l’Assemblea dell’ONU in una risoluzione: “Anatomia di un genocidio”, mentre qui l’Italia non riconosce lo Stato palestinese e l’Europa è inesistente, degni del Gattopardo, non prendono atti concreti e fattuali per impedire tutto questo. Disarmare Israele non fornendo armamenti, applicare le sanzioni anche come atto dimostrativo, e fermare il genocidio in corso.
L’opera d’arte “La Madonna e il Bambino” è conservata all’interno del Battistero di Parma.























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