Testo e fotografia Vincenzo Battista.

La “bellezza” che non si ripete a ogni gesto e, nella sua unicità, è anche il sapere artigiano: nella luce chiaroscurale delle immagini presentate, ombre e gesti di una tecnica della riproducibilità dell’opera in corso, l’artigianato, la replicazione d’ingegno sulla materia. Oggetti e lavorazioni iconici riferiti agli anni ’80 del Novecento, ma molto più lontani negli anni, inimitabili, di cui abbiamo perso le tracce. Archeo-lavorazioni intese come di un lungo passato. La manualità – e questo vale un po’ per tutto, oltre l’artigianato – il gesto umano, antico, si è svuotato di valore e prestigio, ma è proprio così che poi devono andare le cose, ineluttabili non solo per l’artigianato ma a breve per l’industria e i servizi, nient’altro che ombre che si allungano sull’intelligenza artificiale, che svuoterà i primati umani ma non li sostituirà. La singolarità di un tempo remoto, tuttavia, resta affascinante nei genius loci con materiali di riuso e nient’altro a disposizione: infine buono solo oggi per la storia e le storie locali da narrare, e forse in qualche museo della manualità, in chissà dove…