Emilio Ciammetti, un ricordo.
Testo e fotografia Vincenzo Battista.
Tratto dal volume “Gli uomini e la montagna”.
Adesso tocca a me. Con i ramponi ai piedi striscio sulla pedana dell’elicottero in overing. Viene sistemato il gancio del verricello alla mia imbracatura, ma non è sufficiente. Il finanziare Emilio Ciammetti “mi abbraccia” con i sistemi in sicurezza, ci uniamo, scendo con lui (ha voluto così, per proteggere la mia discesa) . Usciamo dall’abitacolo, sotto Vena Stellante (Velino), e ci appoggiamo ai pattini. Il vento è gelido, unito alle pale dei rotori: ci avvolge. Il rumore è assordante. Possiamo solo comunicare con i gesti. Ci scostiamo dai pattini, e con uno strappo iniziale nel vuoto, frenati dal verricello, iniziamo la discesa. Scendiamo al suolo, sprofondiamo nella neve, ci pieghiamo, ci accovacciamo. Emilio pulisce l’area dalla neve, mette gli ancoraggi a terra dopo aver liberato il cavo dall’elicottero, non mi perde d’occhio, resta a sorvegliarmi, mentre altri finanzieri del Soccorso alpino della Guardia di Finanza dell’Aquila scendono. La sua concentrazione, la sua calma, e il suo sorriso in quella fase concitata per il libro ” Gli uomini e la montagna”.+
























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