Testo e fotografia Vincenzo Battista.

Il nome della Confraternita – Preraffaelliti – settembre 1848. la nascita della formazione artistica in Inghilterra.

I preraffaelliti erano un gruppo di artisti, critici letterari, poeti e pensatori. Nell’Inghilterra vittoriana divennero nostalgici dell’arte tardo medievale, tanto da emularla nei loro dipinti. Si opponevano alla tradizione delle accademie d’arte. Le feroci critiche da parte dello Household, del Times e di Charles Dickens. La bellezza carnale e fatalmente provocante, quasi ammiccante del corpo nelle donne nei dipinti dei preraffaelliti.
Il rapporto fra femminilità e mascolinità nelle opere d’arte degli autori, nei quadri, indagata in una sorta di ambiguità figurativa che si vuole annettere al ruolo della donna.

La donna diviene icona, consacrata, mitica creatura di una pittura da esporre nei salotti aristocratici di Londra. L’estetica ha il suo fascino, tanto che i Preraffaelliti assumono un modello di comportamento sociale, loro nuovi adepti nell’Inghilterra Vittoriana. Gli artisti, definiti “Nazareni”, praticavano il rifiuto di Raffaello, una pura invenzione iconoclasta, cioè la “distruzione” di un genere, in questo caso la pittura (a partire da Raffaello, 1483-1520), considerata estinta, un’arte visiva ispiratrice della sola “bellezza”, ma che non aveva alcuna appartenenza con i temi biblici, letterari, fiabeschi, storici rievocativi, ambientati però nel Medioevo, insieme alla mitologia classica e ai testi sacri di cui i Preraffaelliti si erano eretti a custodi, cioè una sorta di sacerdoti, esecutori, templari appunto della Confraternita della nuova arte visiva e per alcuni versi leggendaria. Il Medioevo: per loro l’ideale sintesi di bellezza, culto e “modello di vita”, anche comportamentale e sociale quindi. L’immaginario, il passato, la nostalgia decadente e intrisa di romanticismo a volte cupo e drammatico, ma ciò nonostante evocativo. Il tratto pittorico è forte e denso nei toni della stesura dei colori, con cromatismi accesi nelle sfumature, colori che esaltano i soggetti rappresentati nelle campiture e nei dosaggi pittorici accurati per restituire emotività e misticismo. Il loro mondo chiuso, narcisista, criptico dei valori diffusi dell’arte in Europa che li considerava poco più di un pretesto di una pittura non rispondente a nessuna e completa verità. Emblematica la citazione di Oscar Wide riferita a Raffaello : ” I Preraffaelliti in contrapposizione alla facili astrazioni di Raffaello…”.

L’arte dei Preraffaelliti si concentra sui valori estetici e concettuali rappresentati nelle opere d’arte: amore, desiderio, natura. Una pittura con accenti simbolisti e narrativi, il mito fa da sfondo alle rappresentazioni, soprattutto all’universo femminile visto come messaggio per la bellezza ed eleganza delle stesse donne, divenute muse, modelle e ispiratrici dei pittori. Sono le protagoniste del movimento artistico, muse del nuovo simbolismo, delle storie medievali rappresentate nei quadri, e poi la poesia, il mito, la bellezza in tutte le sue forme. La narrazione preraffaellita veicola messaggi potenti legati alla sacralità femminile. Senza dimenticare che, dentro la confraternita dei Preraffaelliti, interagiva una nuova libertà, un’energia per i poteri occulti, la magia e l’esoterismo, la ricerca di un nuovo idealismo connesso con la natura.
Un’energia fatale che libera quindi la magia e i poteri occulti, un nuovo idealismo in definitiva connesso con la loro stagione artistica prima invisa, ma poi largamente accettata nel clima e nella cultura vittoriana che aveva bisogno dei Preraffaelliti per celebrare un momento storico dell’Inghilterra.

«Non imitano la pittura […], dipingendo la natura così com’è intorno a loro, con l’aiuto della scienza moderna e la serietà degli uomini del XIII e XIV secolo, fonderanno […] una nuova e nobile scuola in Inghilterra». John Ruskin.

I pittori Preraffaelliti: Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), John Everett Millais (1829-1896), William Holman Hunt (1827-1910), Ford Madox Brown (1821-1893), William Morris (1834-1896), Edward Burne -Jones (1833-1898).