Testo e fotografia Vincenzo Battista.
Agli inizi dell’Ottocento Napoleone dilaga in Europa, gli Asburgo spostano il patrimonio delle opere d’arte, per il pericolo incombente, nel castello di Ambras, Aquisgrana e Norimberga. Tutte le collezioni furono successivamente trasferite a Vienna. Con il Congresso di Vienna, le opere d’arte si resero visibili alla popolazione in un grande evento mediatico per i cittadini e per le delegazioni straniere. Fu Francesco Giuseppe, nel 1848, che avviò il progetto di riunione del patrimonio artistico familiare. Nei secoli passati lo stesso patrimonio degli Asburgo, a partire dal 1358, fu proiettato in un intento museale, con il primo deposito delle opere d’arte collezionate, e poi con i principi rinascimentali, che si arricchiscono nei secoli successivi, soprattutto per opera di Leopoldo Guglielmo, arciduca governatore dei Paesi Bassi e pronipote dell’imperatore Rodolfo II. Ogni singolo membro della famiglia Asburgo diede vita in seguito all’ampliamento delle collezioni d’arte.
Il museo.
Le opere degli artisti tra cui Tiziano, Veronese e Tintoretto, Rubens, Van Dyck, Van Eyck e Dürer, Raffaello, Velázquez, il Rinascimento tedesco di Lucas Cranach il Vecchio e il Giovane, Albrecht Dürer, il barocco fiammingo e i numerosi dipinti che illustrano i temi della Controriforma. Pieter Paul Rubens, Antonello da Messina, Giorgione, Arciboldi, Tintoretto, Tiziano e Veronese , van Eyck, Mantegna, Tura, Memling, Bosch, Perugino, Lotto, Bellini, Parmigianino, Correggio,
Rembrandt, van Rijn, Jan Vermeer e i maggiori esponenti del cosiddetto “secolo d’oro olandese”. Anton Van Dyck e Pieter Bruegel il Vecchio, Carracci, Guercino, Reni, Poussin, Vermeer, Tiepolo, Solimena, Canaletto, Bellotto, Guardi, Lucas Cranach il vecchio
Benvenuto Cellini e ancora tanti autori.
































































































































