Testo e fotografia Vincenzo Battista.

Una traccia, una scritta su un passaggio in quota, è questa, una narrazione, che ha inizio su quella roccia e può trasmettere e trasportare nel tempo il territorio montano: se ne fa carico. La montagna riflette le sensibilità, le pluralità, rimane una carica di potenzialità per lo spirito. La montagna accoglie, quota e misura quindi la spiritualità, lo skyline della narrativa, la memoria su un blocco di roccia come se fosse un totem posto nell’imbuto geologico del Chiarino nel Gran Sasso d’Italia. Su un passaggio, quindi, di un sentiero, la montagna nuda accoglie una scritta, un ponte tra il visibile e la trascendenza, i richiami ad eventi trascorsi che solo la montagna, asse del mondo, può accogliere. La montagna è residenza e domicilio delle più alte qualità superiori dell’anima, un esercizio del pensiero interiore solo per chi sa cosa significhi poggiarne le impronte, quasi si fosse presenti davanti a una sacralità arcaica e religiosa. La montagna nomina e impregna i luoghi, è natura e materia nella concretezza della sfida, è infine destino dell’uomo che le vive intorno…

La dedica sulla roccia. Renzo Martellucci, SAGF Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, L’Aquila.