I personaggi della Sacra Rappresentazione posano davanti ai fotografi. La folla, i fedeli, hanno attentamente "letto" tutti i passaggi della rappresentazione mimica e ne hanno tratto i buoni auspici, come accadeva in un passato recente, quando bisognava " liberare e pettinare" la natura, per lavorare senza timori nel bosco reso così immune, con l'aiuto di San Domenico, dai pregiudizi e dalle superstizioni che inevitabilmente colpivano il lupo, la diversità, " il male".
Ma il più osservato resta il bambino. Lui, penserà la comunità locale, crescerà protetto da S. Domenico. E oggi, a distanza di circa 15 anni da quelle rilevazioni sul campo di una festa popolare anch'io mi domando del
bambino, del suo futuro, al centro di una tradizione di ispirazione taumaturgica che sembra non avere tempo.
Vincenzo Battista, dicembre 2001